LA MULTI S FLEX DI SPADA TRANSFER SI ADATTA ALLE ESIGENZE DEL CLIENTE, EVOLVENDO NEL TEMPO.
CONFIGURABILE FINO A 24 STAZIONI, MANTIENE PERFORMANCE ELEVATE E QUALITÀ COSTANTE.
UNA SOLUZIONE PENSATA PER DURARE. A TECNOLOGIE MECCANICHE PARLA MAURO GUERRA, A CAPO DELL’AZIENDA.

(Written by Stefano Belviolandi, Technologie Meccaniche)

ll 2025 segna un punto di svolta per Spada Transfer, azienda attiva nella progettazione e produzione di macchine transfer ad alta precisione. Dopo anni di incertezza, i segnali positivi iniziano a farsi sentire. «Abbiamo già fatto un 30% in più di offerte rispetto a tutto l’anno scorso. Questo non significa automaticamente ordini, ma è un segnale tangibile di ripresa – afferma Mauro Guerra, a capo dell’azienda – Il mercato si sta muovendo, anche se resta una forte incertezza sulle effettive conclusioni. Ma abbiamo fiducia: è l’inizio di qualcosa». Il cuore tecnologico: la Multi S Flex.

La Multi S Flex – Il cuore tecnologico

Protagonista indiscussa della nuova fase di Spada Transfer è la Multi S Flex, una macchina transfer di nuova generazione che integra fresatura, tornitura e automazione intelligente. Realizzata in collaborazione con NUM per la parte tecnologica,
questa macchina rappresenta l’apice di dieci anni di sviluppo. «È una macchina con oltre 100 assi, capace di fare tutto. Una vera rivoluzione nel nostro settore,” racconta Spada. «L’abbiamo pensata, progettata e costruita con l’idea di offrire qualcosa che davvero non esisteva sul mercato».Le prime due unità sono già state vendute: una in Germania, destinata a un fornitore di primo livello di BMW, per la produzione di componenti per motori elettrici; l’altra in Italia, leggermente più piccola, dedicata alla realizzazione di rivetti per il settore aeronautico. Entrambe sono in piena produzione e hanno già dimostrato risultati eccezionali. «Su pezzi che richiedono cinque minuti e mezzo su un centro di lavoro tradizionale, noi impieghiamo 40 secondi e questo significa efficienza, risparmio e qualità», sottolinea Spada.

Multi S Flex – Caratteristiche tecniche

Le Multi S Flex si distinguono per la loro flessibilità. Il nome stesso “Flex” indica la capacità della macchina di essere riconfigurata a seconda delle esigenze del cliente. «Il cliente può trasformarla da tornitrice a fresatrice e viceversa, e spostare le unità grazie a spazi predisposti. Può crescere con l’azienda che la utilizza e se cambia la produzione, cambia anche la macchina. È fatta per durare nel tempo e adattarsi», commenta Guerra. La versione tedesca è una 12 stazioni con 20 unità e mandrini in rotazione sulla tavola; quella italiana ha 10 stazioni e 15 unità. La capacità massima può arrivare a 24 stazioni in configurazione doppia. «Se vogliamo mantenere qualità, dobbiamo mantenere volumi ragionevoli. Il problema non è fare, ma garantire performance costanti nel tempo. La progettazione è stata lunga e complessa, ma alla fine abbiamo centrato l’obiettivo», precisa il vertice di Spada Transfer.

Mercati target: internazionalizzazione

Spada Transfer ha da sempre una forte vocazione internazionale. «Oltre all’Italia, quest’anno puntiamo molto sulla Germania, il nostro mercato principale in Europa, soprattutto nel settore automotive», afferma Spada. «La Germania resta un cliente esigente, ma è anche molto sensibile all’innovazione e alla qualità, due cose che ci riconoscono». Il Nord Europa è ancora in fase di stallo, mentre il Sud Europa ha dato risultati incoraggianti, in particolare Spagna e Portogallo. Ma è l’Asia il mercato su cui si stanno concentrando gli sforzi futuri. «Abbiamo già una trattativa aperta a Singapore. L’India per ora non è nei piani, ma Asia in generale è il nostro obiettivo», aggiunge. «In questi mercati vediamo dinamicità, apertura, voglia di crescere: è anche lì che vogliamo investire». Gli Stati Uniti, invece, rappresentano un punto interrogativo. A causa delle politiche tariffarie e dell’incertezza normativa, Spada Transfer ha momentaneamente congelato le strategie di ingresso. «Avevamo pianificato di entrare nel mercato americano, ma con l’instabilità attuale ci siamo fermati. Non possiamo lavorare sull’incertezza. La situazione è troppo fluida, le aziende americane stesse non sanno come muoversi», sottolinea Guerra.

Il ruolo delle politiche fiscali e industriali

Le recenti politiche tedesche, che prevedono agevolazioni fiscali e superammortamenti fino al 2028, potrebbero rappresentare un vantaggio competitivo anche per i fornitori italiani. «Ancora non abbiamo sentito effetti diretti, ma è chiaro che i nostri clienti avranno più capacità di spesa. Questo non può che farci bene», commenta Spada. «È una strategia lungimirante, e noi ne beneficeremo come fornitori». In Italia, invece, l’effetto delle misure come Transizione 5.0 è stato marginale. “Seppur semplificato, è ancora troppo complicato, le aziende lo vede come qualcosa di difficile, non ne vale la pena», afferma senza mezzi termini. Anche l’impulso dato dalla 4.0 sembra ormai lontano. «Abbiamo fatto qualcosa, un paio di clienti ci hanno provato, ma è dura. La 4.0 aveva portato qualcosa di vero, la 5.0 è stato più che altro propaganda».

Innovazione tecnologica: dati sì, IA no (per ora)

La Multi S Flex è dotata di gestione dati avanzata e automazione, ma non fa ancora uso dell’intelligenza artificiale. «Non abbiamo ancora trovato un modo utile per applicarla. La macchina lavora da sola, si gestisce da remoto, ma l’IA resta fuori per ora. Siamo concreti: se serve, la usiamo. Ma per adesso i nostri clienti ci chiedono altro: robustezza, affidabilità, controllo», afferma Guerra.

Preservare il cuore produttivo: i transfer tradizionali

Nonostante l’avanzata della nuova tecnologia, Spada Transfer non dimentica le sue radici. I transfer classici ad asse orizzontale e verticale continueranno a essere prodotti. «Non li abbandoneremo mai. Non tutti possono permettersi una Multi S Flex da quasi 3 milioni di euro. I transfer tradizionali restano fondamentali», sottolinea. «Sono la base del nostro mestiere. E continueranno ad avere mercato, anche perché sono macchine che durano».

Uno sguardo al mercato italiano

Il mercato interno, purtroppo, rimane debole. «A parte pochi casi come il cliente aeronautico, non c’è reazione. È il nostro solito essere italiani, titubanti. C’è poca voglia di rischiare, poca visione. Ed è un peccato, perché le tecnologie ci sono», afferma il capo di Spada Transfer. È chiaro che le opportunità di crescita risiedono soprattutto all’estero, dove la domanda è più dinamica e le imprese mostrano maggiore propensione all’investimento. L’incognita più grande resta la politica internazionale sui dazi. «Abbiamo un’offerta aperta con un cliente americano da quattro mesi. Non decidono perché non sanno cosa succede domani mattina. Come fai a programmare così?» si chiede Guerra. L’effetto è una paralisi della capacità decisionale. «Gli Stati Uniti dovranno comunque comprare pagando, pure loro, il dazio. E comunque gli costerà di più, perché scarseggiano di capacità interna. Sono misure che bloccano il mercato, più che proteggerlo, a mio avviso», osserva Guerra. In un mercato sempre più globale, in cui le traiettorie si decidono tra Berlino, Singapore e Washington, Spada Transfer resta fedele a ciò che sa fare meglio: innovare, costruire macchine che non esistono e anticipare i bisogni dell’industria manifatturiera del futuro.

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